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L’ALLUCE VALGO (la cipolla del piede)

L’ALLUCE  VALGO Conosciuto volgarmente anche come “la cipolla” è una delle deformità più comuni che possono colpire il piede, nonché una delle più dolorose per l’uso di calzature chiuse e invalidanti per una corretta deambulazione. Il cardine di tale affezione è costituito dall’allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre. In conseguenza di ciò l’avampiede [...]

il mal di schiena e e la postura

Il mal di schiena non dipende dal modo di stare alla scrivania o dall’uso di una sedia sbagliata, ma da uno squilibrio della postura. La postura è il risultato dell’elaborazione di informazioni che il cervello riceve da muscoli, articolazioni, cute ma anche dall’apparato masticatorio, dall’appggio dei piedi e dalla convergenza degli occhi. L’insieme di questi [...]

La Postura e l’età evolutiva

Negli ultimi decenni, malgrado un enorme miglioramento delle condizioni di vita, sia in termini di alimentazione che in termini di attività fisica e/o sportiva, si osserva una grande incidenza nei bambini e negli adolescenti di disturbi a carico della colonna vertebrale e delle ossa in generale. I termini PARAMORFISMO e DISMORFISMO indicano una serie di [...]

LA POSTURA

Cos’è la Postura? Vi siete mai domandati che cosa sia la postura e l’importanza che una corretta postura ha sulla nostra salute e sul benessere di tutti i giorni? Consideriamo il nostro corpo come un sistema, composto da molte parti indipendenti ma interconnesse (il corpo umano è composto da 206 ossa e ben 360 articolazioni), [...]

il metodo SCS , Strain CounterStrain

Lo Studio COTI è fiero di aggiungere al proprio corredo professionale la metodica SCS, Strain Counterstrain.
Considerata a livello mondiale come una delle metodiche più importanti della scuola Osteopatica Americana finalmente arriva in Italia nella sua forma originale e certificata dall’Accadedia, Jones Institute Europe, con gli Stati Uniti.
I vantaggi apportati da questo metodo sono tanti e agendo come processo di riprogrammazione neurologica di circuiti motori “bloccati” riesce ad inserirsi e affiancarsi perfettamente con i principi della scuola posturale francese, come il metodo di manipolazione Mézières o con la Riprogrammazione Posturale Globale di Bricot.
La metodica consiste nell’individuazione di punti dolorosi e tesi sul nostro corpo, i TENDER POINT, che sono manifestazioni di una disfunzione neurologica.
I TP sono piccole superfici di tessuto doloroso ed edematoso.
Opportunamente individuati ci forniscono informazioni sulla patogenesi e una via di trattamento per liberare le zone in disfunzione.
Il trattamento è solitamente indolore, atraumatico e rapido.
Le indicazioni per un trattamento SCS sono varie, possono essere trattate sia patologie croniche che acute, sia bambini che persone anziane, soggetti nel post operatorio o affetti da osteporosi.

L’ALLUCE VALGO (la cipolla del piede)

L’ALLUCE  VALGO

Conosciuto volgarmente anche come “la cipolla” è una delle deformità più comuni che possono colpire il piede, nonché una delle più dolorose per l’uso di calzature chiuse e invalidanti per una corretta deambulazione.

Il cardine di tale affezione è costituito dall’allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre.
In conseguenza di ciò l’avampiede si allarga a ventaglio dando vita alla caratteristica protuberanza che caratterizza tale affezione.
Inoltre la base d’appoggio dell’alluce soprastante si sposta, provocando la deviazione del dito verso l’esterno.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo metatarso e l’alluce non sono più allineati ma formano tra loro un angolo detto di valgismo da cui prende nome la deformità.

Le cause sono sicuramente genetiche e meccaniche, in qualche porzione dei nostri cromosomi, non ancora decifrata, risiede l’informazione genetica responsabile di questa deformità, dell’incapacità meccanica delle strutture articolari di sopportare il carico in modo efficace.

Si può facilmente riscontrare infatti, come tutti i pazienti abbiano in famiglia un genitore o un nonno con la stessa deformità.

L’uso di scarpe strette è un fattore predisponente, in quanto il piede non essendo libero ma contenuto come in un’ortesi, tende ad indebolirsi, poggiandosi  sulla tomaia della scarpa.

L’alluce valgo è da considerarsi una vera e propria variante anatomica del piede che spesso si accompagna ed è conseguenza del piede e ginocchio valgo, a loro volta collegati all’antiversione del bacino.

Le conseguenze cliniche sono costituite sia da disturbi localizzati nell’area piede che da ripercussioni su tutto l’allineamento posturale,in seguito degenerazione locale, borsiti e metatarsalgie si accompagneranno a questo disturbo del piede.

Nel paziente affetto da alluce valgo il cardine della deformità e’ costituito dalla deviazione della testa del primo metatarso, che si sposta esternamente e contemporaneamente verso l’alto.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’articolazione metatarso falangea si disallinea, trovandosi cosi’ a lavorare in modo asimmetrico e comportando l’usura delle componenti cartilaginee, la cui infiammazione e’ causa di dolore e degenerazione artrosica a tale livello.

La prominenza metatarsale urtando inoltre contro la calzatura la deforma provocando la formazione di fastidiose borsiti che impediscono l’uso di calzature normali.

Il sollevamento dorsale della testa del primo metatarso che in condizioni di normalita’ sopporta il doppio del carico rispetto alle altre teste metatarsali, provoca il sovvertimento strutturale dell’avampiede, creando un sovraccarico sul secondo e terzo metatarso con comparsa di dolore e callosità in sede plantare.

 

 

 

 

 

 

 

La deformità si può spingere fino alla lussazione delle dita, la spinta dell’alluce contro le altre dita provoca con il tempo il loro incurvamento, fino ad arrivare alla cosiddetta deformazione a martello e alla loro deviazione laterale o dorsale che crea la perdita dei rapporti anatomici della base del dito con il metatarso corrispondente, fino alla lussazione completa.

CONSEGUENZE POSTURALI
Il primo metatarso spostandosi verso l’interno del piede diviene anche ipermobile per il contemporaneo allungamento dei suoi legamenti.

Ad ogni passo quindi, sotto l’azione del carico si appiattisce l’arco plantare provocando la rotazione verso l’interno del piede (pronazione).

Questo movimento di pronazione si trasmette attraverso le articolazioni dell’arto inferiore a tutto l’apparato muscolo scheletrico, influenzando la postura, cioè  l’allineamento dei vari segmenti corporei lungo la linea di gravita’.

Trascinato dalla torsione del piede l’arto inferiore ruota internamente, provocando attraverso i legamenti dell’anca l’inclinazione in avanti del bacino, che a sua volta modifica la curvatura della colonna aumentando la curva lombare (iperlordosi).

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo assetto posturale crea delle incongruenze articolari, dando vita a delle manifestazioni cliniche che caratterizzano i pazienti affetti da alluce valgo.

Si può infatti parlare di una vera e propria “sindrome posturale da alluce valgo” che si caratterizza da:

- tendenza al valgismo delle ginocchia con dolore della faccetta rotulea interna del ginocchio;

- Rigidità delle anche con limitazione della loro rotazione interna;

- Accentuazione della curva lombare con presenza di lombalgia cronica.

Col passare degli anni se il problema non viene curato in tempo, la deformità che si viene a creare porta inevitabilmente all’intervento chirurgico di artrodesi del primo metatarso, ovvero si  “saldano” l’osso del primo metatarso e la prima falange dell’alluce, questo tipo di intervento se è vero che risolve una problematica grave fissando un’articolazione ormai inefficace è anche vero che la elimina, impedendo al piede di usare tutte le sue componenti durante il ciclo del passo, anzi forse l’azione dell’alluce è proprio la più importante, essendo il timone che da la direzione alla spinta del piede.

Tutto ciò può essere trattato in tempo e corretto tramite la riprogrammazione posturale e l’uso delle solette SBS, le quali nella loro variante specifica per l’alluce valgo andrà a stimolare la reattività dei muscoli propri della pianta del piede che permettono il recupero dell’arco plantare e la supinazione del piede, evitando che tutto il carico si vada a scaricare a livello del prima metatarso , facendo così rientrare gradatamente “la cipolla”.

 

Mulligan Concept

Brian Mulligan, un fisioterapista neozelandese, ha scoperto un nuovo sistema di mobilizzazioni passive combinate con movimenti attivi per pazienti con articolazioni rigide e dolorose. il risultato delle sue tecniche puo’ essere spettacolare ed il paziente e’, in un primo momento, attonito.

Tecniche senza dolore

Le tecniche sono tutte indolore. In questo modo sono completamente sicure e molto apprezzate dal paziente. Se la manovra è dolorosa deve essere immediatamente bloccata. Cio’ significa che la tecnica è inadatta oppure che la mobilizzazione è stata applicata nella direzione o sull’articolazione sbagliata od ancora che il paziente non è pronto per questa specifica terapia.

Errori di posizione e traiettorie

mulligan crede che ci siano principalmente due problemi che causano dolore e perdita di movimento nelle articolazioni:

Un errore posizionale delle superfici articolari che causa la comparsa dei sintomi
Un errore di traiettorie per cui durante il movimento le superfici articolari non scorrono nel corretto e normale solco.
Tecniche di trattamento

il trattamento consiste nel riposizionamento passivo articolare della zona colpita seguito da movimenti attivi senza dolore eseguiti dal paziente.

il mal di schiena e e la postura

Il mal di schiena non dipende dal modo di stare alla scrivania o dall’uso di una sedia sbagliata, ma da uno squilibrio della postura.
La postura è il risultato dell’elaborazione di informazioni che il cervello riceve da muscoli, articolazioni, cute ma anche dall’apparato masticatorio, dall’appggio dei piedi e dalla convergenza degli occhi. L’insieme di questi fattori, elaborati del cervello sulla base del carattere, determina il tono muscolare generale e la postura di ogni individuo. L’organismo ci segnala gli squilibri posturali con mal di schiena, contratture muscolari, mal di testa, disturbi articolari, ernie del disco e altro. Gli errori posturali sono presenti fin dai primissimi anni di vita, di conseguenza sono memorizzati dal cervello come normali. Per ristabilire l’equilibrio bisogna “resettare” quell’apprendimento e insegnare al cervello una postura più sana. Quasi tutte le terapie usate contro il mal di schiena migliorano il sintomo, cioè il dolore, ma non individuano la causa neuroposturale.
E la posturologia?
La Rieducazione Neuroposturale Psicocorpore prima d’impostare la terapia individuale cerca la causa del deficit posturale. La diagnosi viene fatta dopo l’analisi computerizzata del baricentro, del tono muscolare e dell’assetto della colonna vertebrale rispetto allo spazio, oltre allo studiodell’appoggio del piede, della convergenza degli occhi, del parallelismo degli assi visivi , dell’occlusione mandibolare e delle contrazioni muscolari. in alcuni casi la cura prevede sedute di auricoloterapia, agopuntura e terapie energetiche
Gianluca Bianco, posturologo al Poliambulatorio Caravaggio di Roma e docente all’Università degli studi di Palermo
fonte: D Repubblica del 17 settembre 2011

FNP elaborazione metodo Kabat

Questa tecnica è un’elaborazione delle Facilitazioni Neuromuscolari Propriocettive sviluppata dal Dr. Kabat negli anni ’50 (Metodo Kabat).In trent’anni d’applicazione il T.d.R. Giuseppe Monari, che è docente di questo metodo dal 1969, ha elaborato un complesso sistema valutativo dovuto sia alla scoperta di concatenazioni cinetiche modulari e progressive sia a quelle di strutture piramidali a funzioni interconnesse che hanno for¬temente elevato le potenzialità valutative e terapeutiche della metodica originale.

Attraverso questa scoperta si è arrivati ad ampliarne l’applicazione in tutti i campi riabilitativi oltre a quelli delle lesioni midollari e periferiche per cui era stata ideata.

In campo neurologico se n’è reso possibili l’impiego sia sul paziente emi¬plegico che sull’atassico che nelle sclerosi multiple, cosa prima incompati¬bile date le caratteristiche originali di questo metodo.

Anche nel campo dell’età evolutiva sono state scoperte nuove ed interes¬santi possibilità tanto da studiarne una nuova e specifica elaborazione me¬todologica. In campo ortopedico poi le nuove conoscenze della fisiologia muscolare e la scoperta delle progressioni mono e biarticolari hanno dato la possibilità di inserirsi nel trattamento di tutte le problematiche muscolo-articolari sia nella loro componente d’accorciamento che di reclutamento che antalgica.

Nelle rachialgie poi in particolare lo studio sul riequilibrio delle funzioni di accorciamento e steniche ha permesso di stabilizzare i miglioramenti ottenuti.

Tutto ciò quindi ha reso necessario variare la denominazione primaria per poter inserire queste nuove scoperte che esulano dalla metodica originale di cui però si rende giusto ricordarne le origini.Tecniche di base: stimolazioni proprio ed esterocettive facilitanti in senso temporo-spaziale la risposta del sistema neurocinetico

- Valutazione delle capacità di allungamento della muscolatura del collo: vengono valutati sia i comparti anteriori che posteriori, utilizzando sia i movimenti prossimali della spalla che gli schemi del collo

- Valutazione delle capacità di allungamento della muscolatura della spalla: vengono effettuati 9 test su tutti i muscoli della spalla e di quelli prossimali dell’arto superiore

- Valutazione delle capacità di allungamento della muscolatura del tronco: si prendono in considerazione sia la componente flesso-estensoria, che quella rotatoria, che quella inclinatoria testando sia selettivamente che globalmente la lunghezza di tutti i muscoli del tronco

Valutazione delle capacità di allungamento della muscolatura degli arti inferiori: si misura la lunghezza di tutte le componenti in tridimensionalità dei muscoli dell’anche e della biarticolarità dei muscoli degli arti inferiori

- Valutazione delle capacità di reclutamento della muscolatura del collo: indagine compiuta attraverso gli schemi del capo in tutte le posizioni nello spazio

- Valutazione delle capacità di reclutamento della muscolatura della spalla: indagine compiuta su tutte le componenti che agiscono in monoarticolarità complessa.

- Valutazione delle capacità di reclutamento della muscolatura del tronco in protezione di colonna

- Valutazione delle capacità di reclutamento della muscolatura degli arti inferiori: valutazione di tutti i muscoli dell’anca in monoarticolarità complessa e di tutti i muscoli degli arti inferiori in biarticolarità.

- Esercizi di allungamento sia selettivi che globali per ogni struttura risultata accorciata con abbinate le tecniche specifiche di allungamento

- Esercizi di potenziamento sia selettivi che globali di tutte le strutture risultate deboli, utilizzando contrazioni concentriche, eccentriche ed isometriche e tutte le tecniche specifiche di potenziamento

- Allungamenti globali ( DAS )

- Tecniche di Rilasciamento Allungamento

- Tecniche di Stimolazione e di Reclutamento

Tecniche Specifiche: variabili capaci di ristabilire sia le potenzialità di reclutamento che l’elasticità muscolare attraverso il controllo

cortiicale

Stimolazione dei Fulcri Prossimali

Schemi ed Enfasi ARTO SUPERIORE

Schemi ed Enfasi ARTO INFERIORE

Schemi di Lancio e di Tiro

Progressione e Valutazione delle capacità di reclutamento

dell’ARTO SUPERIORE ed INFERIORE

Tecniche Specifiche di Reclutamento

Schemi capo – collo.

Tecniche Specifiche di Rilasciamento – Allungamento

Progressione e valutazione delle capacità di allungamento delle strutture cinetiche del collo, della spalla, del tronco, dell’arto superiore e dell’arto inferiore

Schemi Bilaterali e Combinati

Valutazione e trattamento delle funzioni del tronco attraverso i passaggi posturali

Valutazione e trattamento dei disturbi dell’equilibrio attraverso progressioni piramidali

Funzioni Prossimali: Facciale – Respirazione

Attività al Tappeto

Cammino

Osservazione e trattamento delle seguenti patologie:

- Trattamento del Paziente Emiplegico

- Trattamento del Medulloleso

- Trattamento della Sclerosi Multipla

- Trattamento del Paziente Atassico

- Trattamento del Morbo di Parkinson

- Trattamento del Paziente Ortopedico ( Spalla, Gomito, Mano – Anca , Ginocchio, Piede )

- Trattamento delle Rachialgie ( S.I.R.P. Sistema Integrato di Riequilibrio Posturale )

IL METODO RPG, Bricot

Nei giorni 28-30 marzo 2003 si è tenuto a Milano il primo Corso Superiore di Posturologia con il Prof. B.Bricot di Marsiglia che ha fondato in Europa la Riprogrammazione Posturale Globale.
Nell’occasione si è tenuta a battesimo la neo Associazione italiana per lo studio scientifico della posturologia CIES-ITALIA che ha trovato sede presso la Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione dell’Università di Padova, diretta dal Prof. GP. Giron che da quasi 20 anni, attraverso la scuola AIRAS, condotta dal Prof. F. Ceccherelli, ha aperto ai medici l’approfondimento scientifico sulle medicine non convenzionali.
Il primo Consiglio Direttivo del CIES-ITALIA ha nominato presidente il Dott. Massimo Rossato di Padova, esperto nel dolore e nelle terapie non convenzionali, che ha organizzato il corso e coordina l’attività dell’associazione.
Per poter capire l’importanza della posturologia è necessario aprire una parentesi che spieghi l’entità delle problematiche trattate con il relativo peso sociale che queste comportano. Analizzando ricerche condotte in Danimarca, Svezia, Stati Uniti, Olanda e Regno Unito il 50-70% della popolazione adulta ha sofferto almeno una volta di dolore lombare.

In Italia, le patologie artrosiche che sono alterazioni posturali croniche, da statistiche ISTAT sullo stato di salute della popolazione, sono le malattie croniche piu’ diffuse e sono al secondo punto della classifica delle cause di invalità.
Le patologie acute dell’apparato muscolo scheletrico, che spesso si possono ricondurre a squilibri posturali, sono al secondo posto (dopo le affezioni delle vie respiratorie comprendenti anche le sindromi influenzali). Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, la lesione da sforzo, che nel 60-70% dei casi è rappresentata da una lombalgia acuta, si può anch’essa ricondurre a una disconosciuta sofferenza del sistema tonico posturale che porta a fenomeni di squilibrio acuto con carichi eccessivi a cui il fisico non è preparato.
La Posturologia è una medicina clinica integrata, basata sull’anatomia, sulla neurologia e quasi tutte le scienze di base. Studia e cerca di curare gli squilibri del Sistema Tonico Posturale con i riflessi propriocettivi: riconosciuta in campo internazionale grazie ai numerosi lavori pubblicati sulle riviste importanti e indicizzate, in poco tempo in Italia è diventata materia di insegnamento.
Sono noti alla comunità scientifica internazionale gli studi, tra gli Altri, dello stesso B. Bricot, di P Caiazzo, di J. Ceccaldi, di PM Gagey, di P. Stagnara, di B. Autet, di Roll, di R. Bourdiol, di A. Ceccaldi, di A. Ferrante, di L. Balercia, di P. Balercia, di Pompeiano.
Il Sistema Tonico Posturale è un insieme molto complesso, che vede coinvolte strutture del sistema nervoso centrale e periferico e soprattutto l’occhio, il piede, i denti, la cute, i muscoli, le articolazioni, ma anche l’apparato masticatorio-fonatorio e l’orecchio interno.
Il Sistema Tonico Posturale si è gradulamente formato nel nostro cervello per organizzare il controllo automatico e volontario per consentirci di conseguire la “posizione eretta” dopo migliaia di anni di evoluzione genetica; infatti era necessario formare quei meccanismi sofisticati che controllano l’equilibrio, attraverso piccole oscillazioni che fanno colloquiare tra loro il computer centrale con le stazioni periferiche di rilevamento e controllo dell’ambiente esterno.
L’ultimo concetto è intuitivo: noi camminiamo sui piedi, siamo eretti sui piedi e vediamo l’ambiente circostante quale punto di riferimento. Gli stessi occhi e piedi ci dicono continuamente qual è il basso e qual’è l’alto.
Da recenti ricerche è emerso che il recettore più sensibile di tutti è paradossalmente la cute dei piedi, con i suoi recettori, mentre ci si sarebbe aspettato di trovare gli occhi o gli orecchi, o come ci hanno insegnato a scuola il naso e la bocca.
Una persona a cui progressivamente vengono disturbati i sistemi sensoriali di riferimento, alla fine resta in controllo delle afferenze dai piedi!
Poveri piedi, e noi come li maltrattiamo dentro a scarpe strette!
Un tempo si dava un ruolo preponderante all’orecchio interno ed al sistema vestibolare, che rimane lo stesso un’entrata primaria, ma si è visto oggi, che da solo non ci permette di collocarci nello spazio. Per spiegare questa tesi ci sono due classici esempi: lo sciatore nella valanga ed il sub in profondità, entrambi possono morire perché scavano o nuotano dalla parte sbagliata (in queste circostanze occhi e piedi sono esclusi dal buio e dalla pressione omogenea su tutto il corpo); la spiegazione è che l’orecchio non insegna loro in quale direzione si muovono.
L’unica funzione del sistema vestibolare è di accelerometro e decellerometro.
Il sistema audio-vestibolare periferico è in stretta correlazione con i centri che regolano la postura: serve a mantenere in visione foveale (cioè nel centro della retina dell’occhio) un bersaglio, mentre gli occhi, la testa, i piedi e a volte l’immagine stessa si spostano, cioè spostamento del bersaglio e del soggetto; altrimenti l’uomo “cacciatore” non sarebbe in grado di svolgere al meglio le funzioni di attacco e fuga (vi è un esempio di uso ai nostri tempi: un passeggero del treno in movimento che guarda dal finestrino; un altro esempio di uso del sistema vestibolare è quando parte ed arriva un ascensore: noi avvertimo l’accelerazione e la frenata ma nulla durante il viaggio, a meno che l’ascensore non sia aperto e ci consenta di vederci attorno).
Le strutture deputate ad inviare informazioni ai Centri Superiori sull’atteggiamento del corpo (quindi occhio, piedi, cute in primo luogo) si influenzano a vicenda, ma lo fanno anche nel cercare di rimediare ad alcuni loro deficit (eteroforie e/o vizi di convergenza oculare o appoggio plantare errato): all’inizio questi deficit sembrerebbero compensati con adattamenti corporei (spalla più alta, rotazioni del bacino, atteggiamenti scoliotici,…) in seguito cristallizzeranno tale ‘postura’ errata con conseguente comparsa di sintomatologia dolorosa. A complicare ulteriormente il problema concorrono anche fattori quali la gamba corta, blocco della prima costa, disturbi della deglutizione, malocclusioni in bocca fra i denti dell’arcata sup e quelli inferiori, mancanza di denti, precontatti, contatti mancanti, abitudini viziate (spinta linguale anteriore o laterale, interposizione linguale anteriore o laterale, succhiamento labbro, chiusura forzata labbra, incontinenza labiale, contrattura mento, persistenza succhiotto, respirazione orale), parafunzioni: bruxismo (serramento dei denti) notturno/diurno, battimento dei denti e cicatrici patologiche.
Un fenomeno interessante sono i microgalvanismi, cioè microcorrenti che si creano nel corpo a contatto con i metalli: infatti il corpo è costituito principalmente da acqua e sale e quindi i metalli è come se fossero immersi in mare, quindi si sciolgono; avviene un fenomeno detto galvanismo in cui la cessione di ioni, determina una differenza di potenziale, che si può anche definire “corrente”. Il sistema di controllo da parte del sistema nervoso sui muscoli è fatto attraverso microcorrenti che sono più basse di quelle che si possono formare con il galvanismo dei metalli. Molto elevata è la corrente tra amalgama dei denti e collane di oro, argento, rame od anelli e ancora piercing, a volte anche con rilascio di sostanze tossiche e velenose.
Questo Sistema Tonico Posturale disturbato ed attaccato da tutte questi incontri della vita quotidiana, o da incidenti di percorso, quando non ha più possibilità di ovviare ai vari squilibri creatisi, vede sorgere tutte le note problematiche della colonna e degli arti in genere, la scoliosi, i piedi valghi o piatti, i traumi articolari da errore nel controllo dei movimenti normali o durante un gesto atletico agonistico, ma anche disturbi meno noti quali difficoltà alla guida notturna, difficoltà di apprendimento e dislessia nel bambino, maldestrezza, facilità di cadute, cinetosi (mal d’auto, mal di mare), acufeni, vertigini, cefalee, malocclusioni…, che complicano e condizionano notevolmente la vita quotidiana.
E’ fondamentale, a questo punto, pur con tutte le difficoltà facilmente immaginabili ed in un tempo necessariamente adeguato, agire ai vari livelli per correggere e cercare di RIPROGRAMMARE questo complesso sistema.
Vediamo come dovrebbe essere una statica normale o ideale:
L’asse verticale del corpo passa per l’apice del cranio – il dente dell’epistrofeo – il corpo vertebrale di L3 – il centro del quadrilatero di sostegno dei piedi.
L’asse verticale posteriore – che è la trasposizione esterna dell’asse interno al corpo – si evidenzia la linea tangente al piano scapolare che dovrebbe passare anche tangente ai glutei ed evidenziare poi 2 frecce: la freccia lombare di 3 dita trasverse (4-6cm) e la freccia cervicale di 4 dita trasverse (6-8cm).
Sul piano frontale si misura con linee orrizzontali di cui le più usate sono:
- la bi-pupillare
- la bi-acromiale
- la bi-mamillare
- la bi-iliaca
- la bi-stiloidea radiale (o pollici)
Se vi è una corretta postura si forma un angolo di 32° fra il piano sacrale e L5 ed il disco L3-4 è orrizzontale e la vertebra L3 quella più anteriore
Non deve esistere alcuna rotazione delle cinture pelvica e scapolare.
Risultato: solo circa il 10% della popolazione rispetta i parametri – la rimanente popolazione può presentare dei disturbi da alterazione posturale più o meno precocemente e in epoche diverse della vita, spesso in concomitanza con altri eventi scatenti o traumatici.
Le alterazioni posturali portano agli SQUILIBRI POSTURALI che conducono alla patologia.

Vediamo in modo semplice degli squilibri posturali:
La mancata convergenza oculare:

Ora gli squilibri legati ai piedi vari:

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora gli squilibri legati ai piedi piatti o valghi:

Infine ai piedi disarmonici, che sono i più frequenti e che possono dare scoliosi:

 

Anche i piedi asimmetrici possono dare squilibri rotatori sulla colonna vertebrale.

Alla fine si presenta in modo semplice come una alterazione dell’apparato stomatognatico, cioè dell’occlusione, possa da solo o più spesso in correlazione con altri squilibri posturali creare un importante disturbo posturale.

Va qui ricordato che le forze impresse sui denti, quindi, possono spostare l’equilibrio posturale e modificare il sistema tonico posturale ed essere infine la causa di patologie del rachide. Quindi è importante controllare sempre prima, durante e dopo un trattamento ortodontico le reazioni del sistema posturale.

Tornando alla centralità dello stimolo podalico semplici accorgimenti avranno ripercussioni estremamente positive sulla postura:
a. Mai mettere rialzi per gamba corta nel bambino fino ai 14-15 anni (Rissel 4) salvo casi rari
b. all’interno delle scarpe commercializzate magari come ’ortopediche’ troviamo dei rialzi soprattutto in corrispondenza della concavità plantare: questi costituiscono uno stimolo deleterio, frutto di ‘cecità propriocettiva’, andando ad agire in un’area non nata per tale scopo. Il problema diventa più serio ancora nei bambini che dovrebbero, per natura, avere piedi piatti fino al quarto anno (solitamente si corregge da solo entro il 7° anno), ma spesso subiscono questi stimoli inadeguati.
c. Non acquistare scarpe strette, magari spinti dalla moda del momento
Per quanto riguarda gli sportivi i due ultimi problemi spesso di associano e dovremmo chiederci come facciano dei ‘poveri piedi’ ad inviare informazioni adeguate ai centri superiori in scarponi da sci, per esempio, dove vengono ‘compressi’ ed annullati da solette ‘a stampo’ che stimolano punti normalmente non sollecitati; se a questo aggiungete difetti di convergenza oculare che ostacolano la corretta definizione delle cunette da affrontare e/o blocchi dell’articolazione tra sacro ed ileo (nel bacino) che alterano completamente sia il baricentro che lo schema di movimento Vi spiegate così certi insuccessi.
La POSTUROLOGIA NON E’ UNA DISCIPLINA A SE STANTE: il medico che se ne occupa (e non potrà che essere un medico) cerca di riunire, nel corso della visita, in un unico ragionamento, concetti di oculistica, neurologia, otorinolaringoiatria, ortopedia, fisiatria,…, in modo da avere un’idea sistematica della problematica da affrontare. Ecco perché talvolta può essere estremamente necessaria la collaborazione integrata con altre figure professionali quali il Fisioterapista, l’Ortottista, il Logopedista, il Dentista, il Neurologo, l’Ortopedico, l’Oculista, il Dentista e l’Otorinolaringoiatra.
Talvolta gli scarsi successi di un intervento dell’Ortodonzista, magari fatto anche a regola d’arte (ma in base ai parametri del momento!), o il limitato risultato di terapie mediche, fisiche (tens, ultrasuoni, laser,…) potrebbero scaturire proprio dal fatto che viene curato l’effetto, il sintomo e non la causa, per cui l’iter del DISTURBO POSTURALE continua e si sviluppa, rendendo insoddisfacente il risultato: quante volte è capitato al dentista di togliere il c.d. ‘apparecchio’, messo per un overjet o altra malocclusione e vedere tutto ritornare come prima in poco tempo?
Questo si potrebbe spiegare tenendo conto dell’interdipendenza scientificamente dimostrata fra postura ed occlusione: se la prima non è corretta sarà molto difficile correggere la seconda pur lavorando, come detto, a regola d’arte.

La Postura e l’età evolutiva

Negli ultimi decenni, malgrado un enorme miglioramento delle condizioni di vita, sia in termini di alimentazione che in termini di attività fisica e/o sportiva, si osserva una grande incidenza nei bambini e negli adolescenti di disturbi a carico della colonna vertebrale e delle ossa in generale.

I termini PARAMORFISMO e DISMORFISMO indicano una serie di patologie più o meno gravi, come la scoliosi, il dorso curvo, etc etc, la cui causa è spesso sconosciuta o comunque difficilmente riconducibile a fattori ben precisi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In realtà le cause sono sotto i nostri occhi tutti i giorni e non ce ne rendiamo conto, soprattutto perchè nel bambino fino ai 7 anni il sistema tonico posturale è ancora in via di specializzazione, perciò molto sensibile anche alle minime sollecitazioni.

Si tende comunemente a pensare che la causa delle scoliosi sia la vita sedentaria o lo zainetto molto pesante, in realtà ci sono anche altri fattori, forse anche più gravi.

Se consideriamo che i recettori principali della postura sono l’occhio, il piede e la mandibola, viene automatico riflettere sul ruolo che hanno artifizi come occhiali, scarpe e apparecchi ortodontici e il ciucciotto.

L’essere umano è stato programmato e si è evoluto, per correre scalzo e arrampicarsi e non per restare seduto per ore e usare calzature costrittive, guardare all’orizzonte e gestire spazi aperti e non guardare la televisione a pochi centimetri dal naso , masticare anche tuberi e frutta e non solo omogeneizzati e cibi sminuzzati, questo cambio di abitudini crea dunque un vuoto nello sviluppo psicomotorio.

A questo andiamo ad aggiungere poi il ciucciotto spesso sostituito dalla cattiva abitudine di ciucciare il pollice, fattori questi predisponenti alla beanza degli incisivi o al palato ogivale.

Alla luce di queste considerazioni si possono cominciare a comprendere alcune “coincidenze” posturali che fino ad oggi non sono state valutate abbastanza, per esempio in francia molti studi stanno dimostrando l’esistenza di una connessione tra l’apparecchio dentale e le scoliosi, e viene sempre di più in evidenza la necessità di individuare quanto prima ogni piccolo scompenso prima che porti a scompensi in altri settori corporei.

Metodo Mézières

Françoise Mézières, fisioterapista “illuminata” della prima metà del secolo scorso, rompendo i classici schemi della scuola ortopedica francese, realizzò questa metodica partendo da una osservazione di una sua paziente!

Trattando una una persona affetta da periartrite scapolo-omerale, la correzione dell’anteposizione delle spalle comportava l’insorgenza di lordosi lombare

 

 

 

 

 

A questo punto cercando di correggere l’iperlordosi con la flessione delle gambe insorgeva una forte iperlordosi cervicale, prima assente

 

 

 

 

Questa intercorrelazione tra i vari segmenti della colonna vertebrale fece comprendere a Françoise Mézières che la muscolatura della stessa si comporta non come tante unità indipendenti, bensì come una unica unità funzionale.

A tutto ciò seguì un profondo studio sul muscolo diaframma, principale muscolo della respirazione, che ha connessioni anatomiche con tutte le strutture muscolari del nostro tronco e che se non perfettamente funzionante può essere causa di scompensi e asimmetrie.

Come si vede dall’immagine il diaframma è collegato alla gabbia toracica, al bacino e alla schiena, un’anomalia del suo funzionamento inevitabilmente si scaricherà sul tratto lombare causando tensioni e dolore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il metodo Mézières, lavorando sulla respirazione e sull’allineamento delle varie parti del corpo, riesce ad ottenere un allungamento profondo e globale della fascia, elastico-connettiva e muscolare.

Questa “modifica strutturale” dona al corpo una nuova possibilità di organizzare la propria postura (un torcicollo, una contrattura lombare impedisce il raddrizzamento della persona), e i risultati così ottenuti saranno duraturi nel tempo.

L’AIMM, associazione italiana metodo Mézières, http://www.metodomezieres.it/ , sotto la guida della dott.ssa Maria Teresa De Santis, allieva diretta di Françoise Mézières si occupa della formazione in italia dei professionisti incaricati all’applicazione della metodica.

LA POSTURA

Cos’è la Postura?

Vi siete mai domandati che cosa sia la postura e l’importanza che una corretta postura ha sulla nostra salute e sul benessere di tutti i giorni?

Consideriamo il nostro corpo come un sistema, composto da molte parti indipendenti ma interconnesse (il corpo umano è composto da 206 ossa e ben 360 articolazioni), nella sua accezione più completa possiamo dire che la Postura è “l’allineamento delle varie parti del corpo rispetto a se stesso e rispetto all’ambiente che ci circonda”.

Questa perfetta armonia nasce da una complessa integrazione neuronale di un’infinità di stimoli che arrivano al cervello dai recettori periferici sparsi per tutto il nostro corpo, questo ci permette di stare in piedi e di svolgere al meglio tutte le normali attività quotidiane.

Mantenere la posizione eretta contrastando la forza di gravità e farlo nella condizione di massimo confort (senza dolore) e massima economia (senza lavoro muscolare), sono le tre funzioni base del sistema tonico posturale.

Questo equilibrio perfetto purtroppo è continuamente a rischio, messo alla prova da sollecitazioni, traumi, abitudini di vita sbagliate, farmaci etc.

Basta poco affinchè insorga uno scompenso, il quale se sottovalutato, spesso non ci si rende neanche conto, sarà causa di asimmetrie di carico, che saranno causa col passare del tempo di patologie artrosiche degenerative e dolore cronico.

Il dolore è perciò sintomo di qualche altra cosa ,non è mai la causa , perciò tutti i trattamenti antidolorifici , sia farmacologici che di altra natura , non hanno mai un carattere risolutivo e col passare del tempo i problemi ritornano sempre.

All’interno di questa visione olistica del problema si inserisce il lavoro del posturologo , che superando la visione limitata  sintomatica del problema va ad analizzare la persona nella sua integrità , cercando l’origine del problema, inquadrando così un piano di azioni che vadano a riequilibrare il sistema tonico posturale.